#lovemywilier

Chi possiede una Wilier Triestina sa di non avere scelto una bicicletta qualsiasi, sa che quel simbolo con l’alabarda appartiene alla storia del ciclismo, una storia lunga oltre un secolo.
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L’idea che i progettisti Wilier Triestina avevano durante lo sviluppo della Serie 9 è stata chiara fin da subito. L’obiettivo è stato quello di avere un prodotto off road, adatto ad un uso trail, con un buon travel, divertente, ma comunque con un retrogusto corsaiolo, efficace in salita in pieno stile Wilier Triestina.

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Ciao Alfredo,
è stato un piacere

Era il 1948 quando Alfredo Martini è entrato nel mondo Wilier Triestina...

 

Una storia di successi

Tecnologie

IF integrated fork

La ricerca di una maggiore stabilità di guida ha focalizzato e concentrato gli studi sull’ area dello sterzo. È questa una delle maggiori novità proposte da Cento1SR. Un nuovo posizionamento del tubo obliquo e del tubo orizzontale rispetto al tubo di sterzo aumenta virtualmente l’ altezza di quest’ ultimo. L’aumento virtuale che si genera, paragonato alla medesima taglia di Cento1, incrementa la rigidità torsionale del 14% . Nella configurazione ribassata, il tubo obliquo che si integra perfettamente con la testa della forcella genera un profilo aerodinamico capace di ridurre la resistenza all’aria. Il foro d’ingresso della bussola per il freno così nascosto dal tubo obliquo, si mantiene pulito e ben protetto. Il nuovo design aerodinamico che ne risulta dona allo sterzo un notevole rigore estetico, caratterizzato da linee semplici ed armoniose. Gli steli della forcella seguono le medesime caratteristiche aerodinamiche adoperate sul modello TwinBlade. I foderi della forcella penetrano l’aria con una forma affusolata mentre il retro segue con un profilo squadrato tecnicamente chiamato a “coda tronca”. La combinazione di queste due soluzioni di forma aumenta l’efficienza della forcella, ottenendo un miglior compromesso tra aerodinamica, peso e rigidità, rispetto allo stesso profilo con coda continua.

Tecnologie

Integrated drop out

Nessuna giunzione, niente colla né viti: i forcellini posteriori costituiscono un corpo unico con la parte inferiore del carro. Anche il punto d’incontro, tradizionalmente in alluminio, è parte del monoblocco in carbonio. In questo settore lo spessore dei tubi è stato potenziato per aumentarne la resistenza, pur contenendo il peso. Contemporaneamente, l’angolo è stato ammorbidito per dissipare le vibrazioni trasmesse dal suolo.

Tecnologie

asymmetric rear arms

Nuova forma e più funzionalità per la scatola sterzo. La sagomatura squadrata alla base e più arrotondata in alto accresce la rigidità nella parte anteriore della bicicletta e, al tempo stesso, la sua manovrabilità.

Tecnologie

carbon 46 ton

Il nome di questa speciale fibra di carbonio prodotta da Mitsubishi sta a significare che può sopportare una pressione pari a 46 tonnellate per millimetro quadrato. Il massimo della tecnologia per garantire la resistenza del telaio.

Tecnologie

integrated frame protector

Per prevenire danni al telaio dovuti al salto di catena, abbiamo previsto un "chain catcher" integrato al telaio. Un design che si adatta perfettamente ad entrambe le soluzioni di scelta ingranaggi anteriori. Sia per doppia che per tripla, dal più piccolo al più grande.

Tecnologie

LIT

La tradizionale tecnica di fabbricazione di un telaio monoscocca in carbonio è quella del cosiddetto “sacchetto sotto pressione”. Questo metodo ha un inconveniente: non consente di ottenere una ripartizione uniforme dell’aria all’interno dell’involucro. Ne derivano spessori di carbonio non omogenei, difetti nella superficie interna e, in definitiva, una diminuzione delle proprietà meccaniche, che si traduce in una limitata resistenza della struttura nel tempo. Con Cento1 Superleggera abbiamo perfezionato la tecnica costruttiva LIT (Large Inflatable Tube): le fibre di carbonio preimpregnate vengono compattate in modo più uniforme contro le pareti dello stampo, eliminando gli accumuli di resina, rendendo lisce le superfici interne e assolutamente regolari gli spessori. I vantaggi dal punto di vista meccanico sono evidenti: questo processo migliora la resistenza della struttura alle sollecitazioni dinamiche, mantenendo inalterate nel tempo la sua reattività e la sua rigidità.