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Chi possiede una Wilier Triestina sa di non avere scelto una bicicletta qualsiasi, sa che quel simbolo con l’alabarda appartiene alla storia del ciclismo, una storia lunga oltre un secolo.
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L’idea che i progettisti Wilier Triestina avevano durante lo sviluppo della Serie 9 è stata chiara fin da subito. L’obiettivo è stato quello di avere un prodotto off road, adatto ad un uso trail, con un buon travel, divertente, ma comunque con un retrogusto corsaiolo, efficace in salita in pieno stile Wilier Triestina.

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Un negozio PUNTOROSSO abbraccia Wilier Triestina in tutte le sue declinazioni. Un arredamento studiato ad hoc per accogliere tutti i prodotti della gamma Wilier Triestina, la linea di abbigliamento e gli accessori. Entrare in un PUNTOROSSO sarà come vivere una vera esperienza con la casa di Rossano Veneto. In un PUNTOROSSO troverete un personale appassionato, preparato e pronto a consigliare il ciclista più esigente.

puntorosso.wilier.it

 

Una storia di successi

Tecnologie

FSS

Floating Suspension System

In questo sistema l’ammortizzatore non ha un punto in cui è fissato direttamente sul telaio ma flotta tra due link di collegamento del carro posteriore. Questo particolare disegno aiuta il rendimento pedalatorio (e quindi l’efficacia in salita) perchè conferisce alla bici un basso livello di bobbing e un basso pedal kick back. Un sistema, quindi, che risponde perfettamente quindi alle nostre esigenze. Efficacia assoluta in discesa, alta resa nella pedalata in salita, sia in sella che nel fuorisella.

Tecnologie

integrated frame protector

Per prevenire danni al telaio dovuti al salto di catena, abbiamo previsto un "chain catcher" integrato al telaio. Un design che si adatta perfettamente ad entrambe le soluzioni di scelta ingranaggi anteriori. Sia per doppia che per tripla, dal più piccolo al più grande.

Tecnologie

zno traitment

Il materiale che comunemente chiamiamo “carbonio” è in realtà un composito di fibre di carbonio e resina epossidica. La resina fa da collante fra le fibre e le protegge dalle aggressioni chimiche, meccaniche e climatiche, ma svolge anche un’importante funzione strutturale. Un carbonio di alta qualità serve a poco se la resina non possiede proprietà meccaniche altrettanto elevate, tali da ridurre al minimo il rischio di rotture. Per ottenere questo risultato siamo intervenuti sul composito inserendo nella resina epossidica nanoparticelle di Ossido di Zinco (ZnO). Si tratta di corpuscoli infinitesimali di forma sferica e di bassissima densità. Il loro effetto è sorprendente: aumentano la compattezza del composito, migliorando sensibilmente la resistenza all’urto della struttura.

Tecnologie

carbon 46 ton

Il nome di questa speciale fibra di carbonio prodotta da Mitsubishi sta a significare che può sopportare una pressione pari a 46 tonnellate per millimetro quadrato. Il massimo della tecnologia per garantire la resistenza del telaio.

Tecnologie

carbon 60 ton

Rigidità, comfort e resistenza sono le tre componenti che fanno di un telaio monoscocca un grande telaio. Ma è necessario trovare un equilibrio perfetto fra questi fattori, che in caso contrario andrebbero uno a scapito dell’altro. Una fibra di carbonio si caratterizza per il suo modulo elastico, per la sua resistenza alla rottura in tensione e per la sua capacità di allungamento. Più il modulo elastico è elevato e più la fibra è rigida, ma allo stesso tempo risulta anche più soggetta alla rottura in tensione e in allungamento. Un telaio fatto solo con fibre ad alto modulo sarebbe rigidissimo ma molto fragile; al contrario, la prevalenza di fibre a basso modulo lo renderebbe molto resistente ma poco rigido. Nel telaio di Cento1 Superleggera, fibre di carbonio con differenti specificità vengono combinate sapientemente sino a raggiungere un equilibrio virtuoso. Le zone più sollecitate sono realizzate in fibre MR60H (con modulo elastico pari a 60 tonnellate per millimetro quadrato), mentre in altri punti vengono utilizzate fibre T800H (30 tonnellate per millimetro quadrato) e T700SC (24 tonnellate per millimetro quadrato). L’uso della fibra MR60H presenta l’enorme vantaggio di raggiungere la rigidità desiderata usando molto meno materiale rispetto ad un modulo più basso, a tutto vantaggio della leggerezza del telaio.

Tecnologie

LIT

La tradizionale tecnica di fabbricazione di un telaio monoscocca in carbonio è quella del cosiddetto “sacchetto sotto pressione”. Questo metodo ha un inconveniente: non consente di ottenere una ripartizione uniforme dell’aria all’interno dell’involucro. Ne derivano spessori di carbonio non omogenei, difetti nella superficie interna e, in definitiva, una diminuzione delle proprietà meccaniche, che si traduce in una limitata resistenza della struttura nel tempo. Con Cento1 Superleggera abbiamo perfezionato la tecnica costruttiva LIT (Large Inflatable Tube): le fibre di carbonio preimpregnate vengono compattate in modo più uniforme contro le pareti dello stampo, eliminando gli accumuli di resina, rendendo lisce le superfici interne e assolutamente regolari gli spessori. I vantaggi dal punto di vista meccanico sono evidenti: questo processo migliora la resistenza della struttura alle sollecitazioni dinamiche, mantenendo inalterate nel tempo la sua reattività e la sua rigidità.